Monte Malaina

Monte Malaina

Nel massiccio del Monte Malaina[1] (1490 m), e soprattutto nelle zone del Pratiglio e di Pian della Croce, sono state esplorate numerose grotte, alcune delle quali molto estese. Di grande interesse è il sistema di grotte che attraversa per vie sotterranee la zona dei campi chiusi di alta quota del Pratiglio e di Campo di Caccia, costituito in particolare dalla Grotta di Monte Fato (-336, sviluppo 1615 m), dall’Ouso di Passo Pratiglio (-299, sviluppo 605 m) e dall’Inghiottitoio di Campo di Caccia (-610, sviluppo 2600 m).

- Grotta di Monte Fato: la grotta è stata scoperta nel 1967 e successivamente è stata oggetto di due nuove fasi esplorative (iniziate rispettivamente nel 1984 e nel 1994) con approfondimento della cavità e notevole incremento del numero delle visite che ad oggi ammontano probabilmente a diverse centinaia. Nonostante ciò, la grotta appare pressoché integra, con modeste tracce del passaggio degli speleologi e con il misurato ampliamento di alcuni condotti.

- Ouso di Passo Pratiglio: si apre ad una quota di 1.360 metri sul versante sud-est del Monte Malaina. La grotta è stata scoperta nel 1976; nel 1996 le esplorazioni speleologiche sono riprese con significativo approfondimento della cavità e incremento del numero delle visite. Comunque, il numero complessivo di visitatori non è probabilmente superiore a 200. La grotta appare pressoché integra, ad eccezione di modeste tracce del passaggio degli speleologi e degli ampliamenti necessari per consentire il passaggio dei punti più stretti, situati alla base del P50, del successivo P10 e a -140.

- Inghiottitoio di Campo di Caccia: l’apertura del foro in fondo alla dolina d’ingresso, avvenuta probabilmente nel 1949, consentì la visita di un primo breve tratto della grotta. La presenza di un sifone di fango a -30 ha ciclicamente permesso l’accesso alla parte interna. Tuttavia solo a partire dal 1995 sono state condotte esplorazioni sistematiche, ancora in corso, che hanno comportato un afflusso nella grotta pari ad alcune centinaia di visite. Nelle doline di ingresso e nel primo tratto della grotta si osservano i resti di sporadici pic-nic mentre all’interno l’ambiente appare ben conservato, con modeste tracce di passaggio degli speleologi.

- Pozzo Pazzo: Il pozzo, il cui imbocco è stato aperto dagli speleologi nel 1986, è stato oggetto di un numero ridottissimo di visite, fino ad oggi probabilmente non superiore a qualche decina. A parte il moderato allargamento delle strettoie, non sono state prodotte alterazioni della morfologia della cavità, che appare integra.

 

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[1] Il Monte Malaina è la seconda cima dopo il Semprevisa della catena dei Lepini è alto 1480 metri. Lo si raggiunge da diversi lati e versanti, la via più impegnativa, ma anche suggestiva, parte dalla località detta “Cona di Selva Piana”,s ulla strada che dalla statale Monti Lepini porta al paese di Carpineto.

Ultimo aggiornamento (Domenica 14 Febbraio 2021 18:46)