Zompa lo Zoppo


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Zompa lo Zoppo: cavità generata in un terreno geologico appartenente alla formazione di Santopadre che presenta una giacitura generalmente orizzontale ma dissecata da una notevole tettonizzazione. Da oltre un decennio il progetto esplorativo della risorgenza di Zompa lo Zoppo, impegna il GSGM (Gruppo Speleologico Guidonia Montecelio) che, dopo ripetuti tentativi, è riuscito a superare il sifone della stessa risorgenza, grazie anche alla partecipazione di speleologi di altri gruppi. Le particolarità geologiche della cavità, le difficoltà tecniche dell'esplorazione, l'ambizioso progetto di collegarla a Buco Marcello ne fanno, a tutt'oggi, il loro impegno maggiore. L'esplorazione si presenta ardua per la particolarità del territorio nel quale si apre la cavità formata da una roccia molto poco coerente, spesso franosa, intercalata da ampie zone molto fangose. Zompa lo Zoppo è costituita da un meandro detritico fangoso, generatosi nei blocchi conglomeratici della formazione di Santopadre. La cavità è percorsa perennemente da acque, con una portata che varia da qualche litro al minuto nei periodi di siccità, a circa 600 litri al minuto nei periodi di piena. Tali acque dovrebbero provenire dal vicino Buco Marcello (anomalia geologica: questo è il termine ricorrente con cui viene definita la grotta. La grotta presenta una struttura piuttosto articolata, a causa dei distacchi frequenti di blocchi di arenarie conglomeratiche intercalate nella roccia), che si suppone alimenti pure, nei periodi di piena, la seconda vicina risorgenza denominata "La casa della Barca" . La progressione all'interno della grotta viene fatta sempre indossando la muta da sub in quanto la cavità, per sua morfologia, non può essere completamente svuotata neanche con l'ausilio delle pompe e, spesso, ci si trova o camminare nel fango liquido. I tratti completamente all'asciutto sono, infatti, il 20% dell'intera cavità.

(…) l’acqua è nera e fa paura. Tutto intorno roccia, acqua, fango e il vapore degli altri che ci hanno aiutato a trasportare le attrezzature da immersione fin li, a 750 m dall’ingresso della grotta. Cerchiamo un posto asciutto dove assemblare l’autorespiratore ma niente, in questo cunicolo alto una manciata di centimetri e invaso dall’acqua il termine asciutto perde di significato (…) nei momenti della preparazione il timore che qualche cosa possa andare storto ingigantisce ogni cosa, paura compresa. Poi arriva il momento che la testa entra nell’acqua, (…) il respiro nell’erogatore che funge da calmante, la roccia e l’acqua li con te immobili e rassicuranti. La paura non c’è più, ha lasciato il posto al fuoco dell’esplorazione (…) - Speleosub Danilo Blanda.

galleria fotografica "Zompa lo Zoppo"

Ultimo aggiornamento (Lunedì 24 Settembre 2012 13:48)

 
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