Esplorazioni speleosub e nuove scoperte alla Grotta dellElefante


Visualizzazione ingrandita della mappa

…la semplicità delle persone hanno reso questa esplorazione ancor più speciale...

Il 12 febbraio 2011 il Gruppo Speleologico Guidonia Montecelio ha effettuato una immersione nella cavità dell’Elefante nei pressi di Guidonia.

Alle ore 09.30 i partecipanti, Danilo Blanda,  Gisberto Cialini,  Angelo Procaccianti, Francesco Circo,  Pietro Decinti,  Andrea Manca,  Emanuele Abbazia,  Stefano Siloni,  Donato Brienza, Alberto Tinarelli e  Massimo Pasquarelli, si sono incamminati alla volta del tunnel abbandonato - peraltro ingombro di rifiuti - che un tempo fungeva da rifugio antiaereo, l’entrata è ampia e umida, sulle pareti e sul soffitto della galleria schegge di legno marcio testimoniano la passata vita nel ricovero.

Dopo un centinaio di metri intercettano la grotta. Una frattura aperta, verticale con l’imbocco stretto circa 40 cm. e profondo 7 metri. Sulle pareti e alla base del pozzo sono presenti numerose concrezioni a cavolfiore, caratteristica costante di tutta la cavità.

Si arriva in una piccola saletta che immette, tramite uno stretto passaggio, in una spaccatura che porta al secondo pozzo di 10 metri. La roccia si presenta friabile e franosa. Per entrare nel pozzetto ci sono 2 metri da fare in opposizione. Il pozzo è una frattura abbastanza stretta nella parte iniziale, che immette in una galleria. Alla base spiccano due enormi stalattiti ricoperte da minuti cristalli a rosetta (“la Proboscide”). In terra trovano del fango indurito e scaglie di calcare.

Le esplorazioni della grotta condotte da F. Bufalieri, L. Castaldi, M. Biagi e C. Idrissi negli anni novanta si sono fermate ad alcuni specchi d’acqua che rappresentano punti della superficie della falda acquifera, in posizione intermedia fra il Pozzo del Merro (e dello Sventatore) e le sorgenti delle Acque Albule.

L’abbassamento del livello dell’acqua di circa cinque metri negli ultimi anni ha permesso al Gruppo Speleologico Guidonia Montecelio di effettuare una esplorazione della parte allagata raggiungendo in questa prima immersione una profondità di 18 metri per una progressione di 60. La grotta continua anche se sempre in fessura.

Risaliti fino al rifugio si scatta qualche foto e si da un’occhiata al resto del ricovero. Si ritorna così alla superficie.

articolo .pdf

filmato YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=HqratGJyEpg

https://www.youtube.com/watch?v=OGiej6acZYE

galleria fotografica "Grotta dell'Elefante"

 


Ultimo aggiornamento (Martedì 01 Gennaio 2019 17:24)

 
Italian English French German Spanish