Duomo di Milano

Duomo di Milano

Poche chiese, in Italia, hanno avuto una costruzione così lenta e complessa come la ebbe il Duomo di Milano, infatti la costruzione della cattedrale, richiese circa sei secoli prima di potersi ritenere compiuta. Dedicata a Santa Maria Nascente ed iniziata nel 1386 per volere del primo Duca di Milano Gian Galeazzo Visconti[1], essa sorse al posto delle antiche chiese di Santa Maria Maggiore e di Santa Tecla ed è ancora oggi la chiesa più grande d'Italia e la terza chiesa più grande al mondo. Consacrata nel 1418, la cattedrale rimase incompleta fino al XIX secolo, quando Napoleone, alla vigilia dell’incoronazione re d'Italia, fece avviare i lavori di completamento della facciata. L'architettura esterna è una vera e propria selva di guglie[2], pinnacoli, rilievi e statue[3], mentre l'interno è caratterizzato da un'altezza vertiginosa e dalla ricchezza delle opere d'arte che custodisce: oltre alle meravigliose vetrate[4], troviamo il Candelabro Trivulzio, il Monumento a Gian Giacomo de Medici, lo scurolo che conserva le spoglie di San Carlo Borromeo, la statua di San Bartolomeo scorticato, l'eccezionale reliquia del Sacro Chiodo e affreschi[5] del XV secolo. Il simbolo della città è la Madonnina, realizzata in lastre di rame, sbalzate e dorate sorrette da uno scheletro oggi in acciaio inossidabile. Fu eretta sulla guglia maggiore del Duomo alla fine del 1774.

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[1] Il progetto iniziale prevedeva l'uso del cotto ma il duca Gian Galeazzo Visconti, con l'intento di farne il grandioso simbolo del proprio potere, impose l'uso del marmo com’era tradizione a quel tempo. Il marmo provocò una vera rivoluzione di stile che costrinse la Fabbrica a ricercare ingegneri, architetti, scultori e lapicidi esperti del gotico centroeuropeo nei cantieri di cattedrali di mezza Europa. Nacque così il particolare gotico del Duomo e anche per questo motivo non è possibile risalire a una sicura paternità di colui che si occupò della delicata fase iniziale di progettazione.

[2] 135 sono le guglie ricche di ornati e di statue d’ogni misura (se ne contano più di 1800), di nicchie e di trafori, donano un particolare effetto plastico. La maggior parte delle guglie sono alte 17 metri.

[3] Si contano circa 3400 statue e oltre 700 figure inserite negli altorilievi marmorei. Per sei secoli il cantiere della Cattedrale ha continuamente prodotto statue coerentemente con il clima culturale di ogni singolo momento storico.

[4] Nel Trecento furono inseriti vetri colorati, ma nel 1403 si decise per dare alle finestre vetrate raffiguranti episodi religiosi in modo da avere un racconto visivo. Le vicende belliche comportarono lo smontaggio di tutte le vetrate, per metterle al sicuro dai bombardamenti, all’interno di un sotterraneo. Solo nel secondo dopoguerra si procedette all’esecuzione delle vetrate per la facciata.

[5] I pochi affreschi superstiti come il Crocifisso tra la Madonna e i santi, il San Giovanni Battista e la Madonna della Rosa. Nella seconda metà del Cinquecento, Carlo Borromeo commissionò importanti opere di pittura: le pale degli altari progettati per le navate laterali e gli sportelli o ante dei due organi. Nel XVIII secolo un altro ciclo pittorico andò ad arricchire l’apparato cerimoniale della Cattedrale: le tele dedicate alle Storie della Croce e del Santo Chiodo, che si espongono in occasione della festa del ritrovamento della Croce con il suggestivo rito della Nivola, con il quale i fedeli esprimono la propria devozione alla reliquia della Croce conservata nella volta del catino absidale del Duomo.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 22 Novembre 2019 17:23)

 
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