Pozzo di Cerreto

Pozzo Cerreto[1]

I Monti Ruffi, estesi per circa 40 km2, sono caratterizzati da una serie di scaglie tettoniche embricate, orientate NW-SE e accavallate verso NE, che costituiscono le dorsali di Monte Sacrestia (settore occidentale, che comprende il Pozzo di Cerreto), di Costa Sole (al centro, massima elevazione, 1251 metri) e di Monte Cerasolo (settore orientale). L’ossatura delle scaglie è formata da calcari bioclastici miocenici, che affiorano quasi ovunque (complessivamente per circa 25 km2) con spessori di 70-80 metri, e dalle sottostanti marne e calcareniti della Formazione di Guadagnolo[2].

Nonostante la presenza di un carsismo superficiale intenso, lo sviluppo ipogeo appare modesto. Sono catastate 6 grotte, 4 delle quali nei calcari miocenici, mentre 2 piccole cavità si aprono nella Formazione di Guadagnolo.

La cavità più ampia è il Pozzo di Cerreto[3] (-48 m), un grande ambiente scavato nelle calcareniti mioceniche, venuto alla luce per il crollo della volta[4]. La prima discesa documentata è di L. Colombo, nel 1941. Il fondo del pozzo dovrebbe trovarsi in prossimità del passaggio alla sottostante Formazione di Guadagnolo. Le acque che colano lungo la sua verticale dovrebbero raggiungere il Torrente Fiumicino (distante 1 km in direzione Ovest), e la confluenza nel Fiume Aniene.

Foto

 

 

 


[1] Agostini, 1989; Bombardieri & Vecchio, 1998; Colombo, 1941; De Angelis D’Ossat, 1898; Dolci, 1966; Palmieri, 1863; Segre, 1948.

[2] Corrado 1995.

[3] Pozzo Noce; Pozzo Fossicchi

[4] E’ una “dolina di crollo” di forma tondeggiante, che si apre a metà versante, a fianco di un solco torrentizio molto inciso. L’imbocco è tondeggiante con diametro medio di 25 m e immette in una grande caverna (70x50 m). Sul bordo SW del perimetro di imbocco si trova la più breve via di accesso, una verticale di 15 m. L’orlo NE della “dolina”, 25 m più alto, è costituito da una parete di circa 30 m, al disotto della quale si sviluppa la cavità. Sul fondo della caverna, ingombro di massi di crollo, un accumulo detritico cementato e ricoperto da vegetazione forma una dorsale allungata che attraversa tutta la sala in direzione NE, con ripide discese sui due lati, per un dislivello di circa 30 m sul pendio orientale. Si ha testimonianza di una frequentazione della voragine già in tempi remoti. Scarsa è stata la presenza speleologica che, a partire dal 1941, ha visto un numero complessivo di visitatori probabilmente non superiore a 200. La grotta non presenta alterazioni ambientali di rilievo.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 21 Novembre 2019 18:40)

 
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