Al Campo della memoria per l'Italianità dell'Istria, di fiume e della Dalmazia

Comitato Nettunese Pro Gabriele d'Annunzio

AL CAMPO DELLA MEMORIA PER L’ITALIANITA’ DELL’ISTRIA, DI FIUME E DELLA DALMAZIA
Solenne cerimonia a Nettuno in ricordo dei martiri delle foibe

Sabato 10 Febbraio 2018, in occasione del Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe, si è tenuta al Campo della Memoria – Sacrario dei Caduti della RSI di Nettuno (Roma) una solenne cerimonia per rivendicare l’italianità dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.
Visto il disinteresse dell’Amministrazione comunale nettunese nei confronti delle iniziative per ricordare degnamente le vittime italiane del comunismo, l’Associazione “Campo della Memoria” ha organizzato un’adunata patriottica per celebrare degnamente e, soprattutto, correttamente questa solennità civile, riconosciuta dall’ipocrita Repubblica Italiana nel lontano 2004.
Un centinaio di persone hanno scortato i labari delle associazioni combattentistiche e d’Arma nei pressi del sarcofago centrale che raccoglie le spoglie di sette Marò della Decima MAS ignoti, immolatisi sul fronte di Nettunia contro l’invasore angloamericano nella Primavera 1944: presenti le insegne della Legione M d’Assalto “Tagliamento”; dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra con le Sezioni di Roma, dell’Istria e di Fiume; l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia di Anzio, l’Associazione Nazionale Granatieri di Nettuno, l’Associazione Nazionale Arditi d’Italia di Nettunia, dell’Associazione Nazionale Decima Flottiglia MAS, una rappresentanza ideale dei combattenti falangisti ed una delegazione ufficiale dell’Ordine dell’Aquila Romana. 
Sebastiano Attoni, in rappresentanza ufficiale del Comune di Anzio, ha portato i saluti dell’Amministrazione neroniana. Assente, ovviamente, il Comune di Nettuno, anche se hanno partecipato alla manifestazione, portando la loro solidarietà, i Consiglieri Comunali di opposizione Genesio D’Angeli, Claudio Dell’Uomo e Rodolfo Turano. 
Fitta anche la schiera dei combattenti dell’ultimo conflitto mondiale, dal Marò della Decima MAS Ennio Appetecchia al Paracadutista Ferdinando Signorelli, dal Legionario Fabio Poggio al Paracadutista Santo Pelliccia. Presenti anche Fiorella Cencetti, figlia del Comandante del Battaglione “Barbarigo”; e Valerio Borghese, nipote di Junio Valerio Comandante della Divisione Decima MAS. 
Il Presidente della Società di Studi Fiumani Amleto Ballarin ha illustrato brevemente ai convenuti la tragedia delle foibe e della mutilazione territoriale subita nel dopoguerra dall’Italia. Infine, i saluti del Prof. Mario Merlino e del Dott. Pietro Cappellari che hanno ricordato il senso della manifestazione patriottica, perché chi è consapevole di cosa è accaduto in quel lontano passato non ha necessità di ricordare un bel nulla. Il ricordo è compito dei rappresentanti della Repubblica Italiana, perché – ogni giorno – interiorizzino le loro colpe e le loro complicità. Chi è consapevole dell’olocausto contro gli Italiani compiuto nelle terre nordorientali ha il dovere, prima di tutto, di rivendicare l’italianità dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Perché a Trieste finisce la Repubblica, ma l’Italia continua.

Primo Arcovazzi

Ultimo aggiornamento (Venerdì 12 Luglio 2019 10:07)

 
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