Abisso Consolini

Abisso Consolini

I Monti Lepini[1] rappresentano congiuntamente ai Monti Ausoni e Aurunci la più lunga catena[2] di monti del Lazio. Piuttosto selvaggi, hanno natura calcarea (questo processo produce delle forme superficiali dette epigee e delle forme sotterranee dette ipogee che sono connesse tra di loro dando vita ad un sistema carsico) e sono ricoperti da diversi tipi di vegetazione che vanno dalla lecceta dei versanti orientati verso il Mar Tirreno, alle faggete delle pendici esposte a nord, ai boschi misti delle zone più basse ed umide.

I fenomeni carsici sono piuttosto frequenti e cospicue grotte sono state scoperte e studiate. Tra le più interessanti: le Grotte dell'Erdigheta, del Rapiglio e l'Abisso Consolini, la più profonda; la Grotta del Faggeto invece, con i suoi 315 metri di profondità, è la più importante della zona. La natura carsica di queste rocce fa sì che l'acqua si inabissi tra le fessure rendendo aride le cime di questi montie sgorghi più in basso lungo le pendici (Sorgente Acquaviva, Sorgente del Rapiglio, Acqua di Mezzavalle, Acqua del Carpino, Fontana La Rava) oppure in pianura (Sorgente Ninfa, Cava delle Catene).

L'Abisso Consolini (nome locale Ouso Cerasolo) si apre a 1360 metri di quota nella zona di Pian della Faggeta. La grande dolina d’ingresso al grandioso pozzo presumibilmente era nota ai pastori da lungo tempo. Le prime discese furono realizzate dagli speleologi nel 1960[3] fino alla profondità di 240 m. A partire dagli anni 1980 la disostruzione di un cunicolo ha portato alla scoperta dell’esteso e profondo sistema sotterraneo. La grotta è stata molto frequentata, con un numero complessivo di visite riferito alla parte iniziale stimabile in oltre un migliaio. Le zone profonde hanno visto, ovviamente, un numero molto ridotto di passaggi.

galleria fotografica Abisso Consolini

 


[1] Le cime più elevate dei Lepini sono: il Monte Semprevisa con 1536 metri, Monte Malaina 1480 m. e Monte Gemma 1457 m. sul versante Sud Occidentale; Monte Pisciarello 1423 m., Monte Alto 1416 m e Monte San Marino 1387 m., sul versante Nord Orientale.

[2] La catena montuosa occupa un'area di circa 880 Km2 e si sviluppa parallelamente alla costa tirrenica, secondo la direzione NW-SE.

[3] Esplorata nel 1960 dal GGR (Gruppo Grotte Roma), gli esploratori dedicarono la grotta a Franco Consolini, morto in un incidente con il paracadute. Nel 1961 il GGR insieme con lo SCR (Speleo Club Roma) tornavano all’abisso, per deporvi alla base del primo pozzo una lapide in memoria di Franco Consolini. A commemorazione dell’unione tra i due gruppi continuarono l’attività esplorativa. In sinergia con altri gruppi speleo si arrivò di alla profondità di -555.

Ultimo aggiornamento (Domenica 03 Maggio 2015 14:29)

 
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