La valle del Fiume Fiora è notoriamente ricca di insediamenti preistorici e protostorici, di varia età, che solo localmente, sono stati messi in relazione con le locali risorse minerarie. Interessanti ritrovamenti si collocano anche nelle immediate vicinanze dei filoni mineralizzati di Ponte San Pietro, nei comuni di Ischia di Castro (Lazio) e Manciano (Toscana), ma, in questo caso, tale vicinanza è stata del tutto ignorata, nonostante che gli scavi più recenti e continui siano stati contemporanei alle attività minerarie. È possibile, che le mineralizzazioni di Ponte San Pietro siano state oggetto di attività preistoriche, per ferro, rame, argento e, forse, anche oro. Più tardi, nella cultura di Rinaldone, si incontrano altre evidenze di un probabile sfruttamento dei depositi metalliferi dell’Etruria. Nel corredo funebre di sepolture rinaldoniane di Ponte San Pietro - al confine fra le odierne regioni di Toscana e Lazio - sono stati rinvenuti dei pendenti realizzati in antimonio. Le analisi condotte su questi hanno evidenziato che tali elementi erano costituiti da antimonio quasi puro con tracce di zolfo tra 0,2 e 1,2%, e che erano stati prodotti a fusione, non limitandosi quindi a lavorare il minerale come fosse stato una pietra ornamentale. Ciò indica, la conoscenza delle tecniche fusorie (l’antimonio fonde a 630 °C) da parte dei metallurghi che hanno realizzato questi manufatti. Non distante da Ponte San Pietro si osservano affioramenti di antimonite lungo il corso del Fiora, come a San Martino sul Fiora (Manciano, Gr), al Tafone e a Montauto. Le mineralizzazioni metallifere dell’area del Fiora, hanno richiamato l’attenzione dell’industria estrattiva, come testimoniano edifici minerari abbandonati, discariche e gallerie. Presso Ponte San Pietro una mineralizzazione polimetallica - calcopirite e pirite con poca blenda, galena e tetraedrite - ha dato luogo a una modesta produzione sino alla metà del secolo scorso; la potenza del deposito è stata stimata attorno alle 10.000 tonnellate di minerale all’8% di rame e al 2% tra piombo e zinco. Le esplorazioni della Montecatini, negli anni ’50 del Novecento, riguardarono tutte le faglie mineralizzate della zona e, nel corso delle ricerche, “(…) si trovano le tracce di vecchi lavori di scavo (…) in varie località tra la zona di Sottopoggialti ed il Ponte San Pietro”; inoltre, “(…) il filone nel Fiora, a sud di Ponte S. Pietro, a detta di minatori del paese di Manciano, è noto da parecchie decine di anni”, mentre “(…) un piccolo scavo di ricerca” fu trovato anche lungo il filone che si sviluppa a nord di questo, in corrispondenza di “(…) una lente o filone di baritina con ossidi di ferro” (VIGHI 1964). Il filone affiorante nel fiume Fiora fu oggetto di discreti lavori, dal 1953 al 1960 (VIGHI 1953-55, 1959).
Filmati: Speleologia Documentario - Miniera di rame Ponte San Pietro

