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Un viaggio sulle montagne, in grotta, in forra o in città sono il pretesto per raccontare e raccontarsi. I giorni si susseguono ed i pensieri si intensificano senza posa, come il fluire di un torrente. Sullo sfondo boschi, rocce, ghiacciai e monumenti sembrano osservare impassibili lo svolgersi del cammino. I luoghi geografici, le difficoltà, l'incontro-scontro con l'ambiente naturale stimolano un cammino interiore nelle geografie dell'anima. Il viandante cammina dentro di sé, indica possibili direzioni, suggerisce una ricerca faticosa ma necessaria per non accontentarsi delle risposte che  vengono offerte, fossero persino opportune e giuste. E’ vero che ogni tanto esita. Si ferma. E, mentre anche il respiro sembra prendersi una pausa, lui pare cercare risposte in un punto indefinito. Ma è solo un attimo… poi il suo cammino riprende sicuro, oltre il dedalo dei pensieri. Il viandante è, sotto molti aspetti, un uomo primitivo, tuttavia il superamento della sedentarietà ed il disprezzo per i confini fanno di gente del suo tipo degli alfieri del futuro.  Il viandante non conosce la nostalgia.

Brido

SOLSTIZIO D'INVERNO

A partire dal solstizio d’inverno[1], la luce del giorno gradualmente comincia ad aumentare e le tenebre della notte a ridursi.

Non è dunque un caso che, presso le più antiche culture, nei giorni successivi al solstizio invernale, venisse celebrata la rinascita del sole, fonte di vita, personificata attraverso divinità.

Con il solstizio d’inverno si lascia alle spalle l’oscurità e ci si prepara ad accogliere un nuovo anno ricco di prosperità. Tra i simboli antichi del solstizio troviamo il vischio, che richiama la vita e la rigenerazione. In diverse zone d’Italia[2] il solstizio d’inverno è un’occasione di ritrovo, di riflessione per iniziare ad accogliere il nuovo anno.

Bentornato Sole e Buon Natale a tutti!!!

Gruppo Tattico Nettunia

 


[1] Il tutto è dovuto all’inclinazione dell’asse terrestre e al movimento della Terra rispetto al sole durante le diverse stagioni. Per quanto riguarda quest’anno, il Solstizio d’inverno cade il 22 dicembre alle 04:19. Il Sole tramonta alle 16.42. Anche il suo sorgere è ritardato di qualche minuto, alle 7.35.

[2] La data del giorno di Natale fù fissata al 25 dicembre da Papa Giulio I proprio per ragioni legate al solstizio, come antica festa pagana del sole. Si trattava probabilmente di sostituire le tradizioni del passato con le celebrazioni cristiane. Nel mondo germanico il solstizio d’inverno corrisponde a Yule. Yule è una festa di tradizione celtica che viene celebrata in occasione del solstizio d’inverno. Si tratta di una festa che fa parte della tradizione germanica. Nelle tradizioni germanica e celtica precristiana, Yule era la festa del solstizio d’inverno. Non si sa molto delle antiche celebrazioni di Yule. Nei Paesi nordici Yule indicava comunque un periodo di danze, riposo e festeggiamenti. In Islanda Yule veniva celebrato secondo la tradizione antica ancora nel Medioevo. Nel corso del tempo la celebrazione di Yule venne adattata al cristianesimo e trasformata nel Natale come lo conosciamo oggi. L’albero di Yule è diventato il nostro albero di Natale. L’albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l’anno, è un simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l’oscurità dell’inverno. Il rituale tradizionale di Yule è una veglia celebrata dal tramonto all’alba successiva durante la notte più lunga dell’anno in corrispondenza con la notte del 21 dicembre.

Ultimo aggiornamento (Domenica 22 Dicembre 2019 19:19)

 
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