ban4.jpg

 

Un viaggio sulle montagne, in grotta, in forra o in città sono il pretesto per raccontare e raccontarsi. I giorni si susseguono ed i pensieri si intensificano senza posa, come il fluire di un torrente. Sullo sfondo boschi, rocce, ghiacciai e monumenti sembrano osservare impassibili lo svolgersi del cammino. I luoghi geografici, le difficoltà, l'incontro-scontro con l'ambiente naturale stimolano un cammino interiore nelle geografie dell'anima. Il viandante cammina dentro di sé, indica possibili direzioni, suggerisce una ricerca faticosa ma necessaria per non accontentarsi delle risposte che  vengono offerte, fossero persino opportune e giuste. E’ vero che ogni tanto esita. Si ferma. E, mentre anche il respiro sembra prendersi una pausa, lui pare cercare risposte in un punto indefinito. Ma è solo un attimo… poi il suo cammino riprende sicuro, oltre il dedalo dei pensieri. Il viandante è, sotto molti aspetti, un uomo primitivo, tuttavia il superamento della sedentarietà ed il disprezzo per i confini fanno di gente del suo tipo degli alfieri del futuro.  Il viandante non conosce la nostalgia.

Brido

Il 25 aprile: una festa da abolire

La parabola della Festa della Liberazione: da pia illusione a menzogna. Un simbolo che ha tenuto a battesimo la neonata Repubblica e che vuole celebrare le glorie inesistenti della Resistenza.

articolo in pdf

Ultimo aggiornamento (Lunedì 27 Maggio 2019 09:30)

 
Italian English French German Spanish

 

There seems to be an error with the player !